Cucina Selvatica

Tris di aromi: prugne selvatiche in agrodolce

Bentrovati, cari cuochi selvatici!

Il Blog in pausa? Niente affatto! Stavamo lavorando alacremente. Tanto alacremente da dover sacrificare il tempo passato in rete. Preparatevi, perché d’ora in poi ne vedrete delle belle! Una miriade di proposte e di ricette irrinunciabili, che vi terranno svegli a spignattare.

Prunus cerasifera mirabolana.
Chi non ha mai ammirato l’esplosione di fiori bianchi e rosati che in marzo-aprile ingentilisce parchi di città, viottoli e capezzagne?
Gli stessi arbusti, tra giugno e agosto, regalano frutti copiosi, di colore eterogeneo: dal giallo acceso, al viola cupo, passando per un bel colore porpora. Diversa anche la consistenza: dai più pastosi a quelli con polpa più liquida.

IMG_6055Senz’ altro sono deliziose le marmellate, dal sapore acidulo e stuzzicante, che se ne ricavano. E altrettanto interessante è prepararli sciroppati. Ma ho voluto cimentarmi in una conserva salata, che vi possa tornare utile per aperitivi settembrini o autunnali, per arricchire una terrina di riso insolita e ancora per dare spessore a insalate anonime, o regalare colore a buffet serotini.

Ed ecco a voi ben 3 varianti di queste fantastiche prugne selvatiche in agrodolce!

Ingredienti:
frutti di mirabolano maturi
aceto di kombucha
(alternativa: aceto di mele, agro di riso)
sale marino integrale – facoltativo
variante fruttata:
capperi sotto sale
menta fresca
cipolla rossa tritata
succo di mela concentrato (lavorato a 35°)
variante decisa:
maggiorana fresca
prugne secche tritate
aglio fresco tritato
variante speziata:
chiodi di garofano
pepe bianco in grani
uvetta
semi di finocchio freschi

NB Per le spezie, Cucina Selvatica vi invita a usare solo quelle provenienti dal Commercio Equo!

Procedimento:
pulite bene le prugne con un panno pulito, leggermente inumidito. Preparate tritati finemente gli ingredienti. Emulsionate il sale e, per la variante fruttata, il succo di mela concentrato, con l’aceto di kombucha o con altro aceto.
Sterilizzate i vasi e i coperchi in forno, a 100°.
Attendete che siano freddi o tiepidi, riempiteli con le prugne e con i condimenti scelti. Versate adagio l’aceto e agitate così che possa riempire tutti gli spazi e non si formino bolle di aria. Terminate con stuzzicadenti, o con le apposite presse in plastica, per far sì che le prugne siano sommerse e non siano a contatto con l’aria.

Lasciate riposare in frigorifero o in luogo fresco per una ventina di giorni prima di consumare.

Le vostre conserve salate predilette? Sono certa che qualcuno di voi ha già provato a trasportare nei freddi mesi invernali le proprie erbe spontanee preferite. Condividetele qui in Cucina Selvatica, vi aspettiamo!

***

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Questa voce è stata scritta da neofrieda79 e pubblicata il agosto 20, 2014 su 11:50 pm. È archiviata in Ricette. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

10 pensieri su “Tris di aromi: prugne selvatiche in agrodolce

  1. Bellissime 🙂
    Quindi senza snocciolare vero? Quello si può fare mangiandole? 😀

  2. Oh, ecco qui le ricettine che aspettavo! Ne ho conservate in frigorifero apposta per provarle! Più tardi mi metto all’opera, intanto grazie!

  3. neofrieda79 in ha detto:

    Ricordavo benissimo di doverti la ricetta, cara! Se riesco a venire sabato ti faccio assaggiare la versione ‘stagionata’. Un bacio grande!

  4. neofrieda79 in ha detto:

    Esatto, senza snocciolarle! Anche perché, se ricordi i maribolani che avevo portato, non sono simpatici come i miti ramassin nella fase di snocciolatura 😛

  5. Felicia in ha detto:

    Favolose!!!!! mi ispirano tutte, proprio tutte…. ma ho finito le prugne…. ora solo mele 😉 Che ne dici se le provo con le mele…. 😉

  6. neofrieda79 in ha detto:

    @Felicia: io proverei con mele e pere cadute per terra ancora acerbe. Affettate, essiccate un po’ al sole e poi condite. Tu sei una maga ❤

  7. Mi ispirano tantissimo… Ma NON riesco proprio a immaginarmi il sapore! A parte l’orto dei nonni e una cucina semplice fatta di ortaggi e verdura, la cucina selvatica e tutti i suoi magici ingredienti mi sono estranei. Ma da qualche parte bisognerà pur cominciare, no?
    Io ho alberi di pere coscia, quelle piccoline! Se come dici tu usassi quelle acerbe?
    Forse in giro trovo qualche albero di prugne e provo la ricetta originale, non penso di fatti abbia senso farle con quelle comprate! Tocca impegnarsi. Io mi rimbocco le maniche! 🙂

  8. neofrieda79 in ha detto:

    Io proverei con le pere coscia, magari affettate sottilmente ed essiccate leggermente al sole per qualche ora, previa spruzzata con succo di limone. Con le pere abbinerei un buon pepe nero o verde. Fammi sapere! Sono ansiosa di leggere il tuo percorso 😀

  9. Spero di non deluderti, sei la mia musa ispiratrice… Una strega selvatica dei boschi! ❤

  10. Pingback: Aperitivo vegano e.. Crema di prugne selvatiche e olive nere | Cucina Selvatica

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