Cucina Selvatica

Intervista a… Elena Parmiggiani: tra ricordi e curiosità insaziabile

Bentrovati, cari lettori selvatici!

Sono onorata di iniziare questa rubrica con l’intervista a una cara amica, Elena Parmiggiani, nonché maestra – definizione che la farà già spontaneamente arrabbiare!

Lasciamo la parola direttamente a lei.

Sembrerà banale: ho cominciato ad appassionarmi alle erbe da bambina, perché in casa c’è sempre stata l’abitudine di raccogliere piante sia a scopo alimentare che medicinale. Entrambe le mie nonne usavano le erbe in molti modi, soprattutto curativi: la nonna materna si curava coi semi di lino e quella paterna con le tisane di malva.

I miei genitori erano, e sono tutt’ora, appassionati della materia; abbiamo in archivio centinaia di diapositive e foto che mio padre scattava e scatta ad ogni fiore, insetto o erba che lo colpisce particolarmente. Io ho seguito le sue orme. A 4 anni, in campeggio in Val D’Aosta, ci siamo fermati a raccogliere un mazzolino di fiori così bello che ancora oggi lo porto nella memoria.

In secondo luogo, in casa e in famiglia abbiamo sempre amato cucinare, un po’ tutti. Il grande amore per il buon cibo porta secondo me a curare molto gli ingredienti e un buon Erbaccione/Scarpasòt (non l’Erbazzone con la pasta sfoglia, ma quello antico di sole erbe) si fa necessariamente con erbe buone. Insomma, le tradizioni culinarie e officinali nella mia famiglia, soprattutto grazie alle due nonne, hanno basi piuttosto solide e lontane nel tempo.

ElenaParmiggiani_OK

E oggi proseguo con il mio attuale progetto di vita.

Poiché mi occupo di Permacultura e Agricoltura Sinergica, le piante spontanee per me sono fondamentali: indicatrici dello stato del suolo, fertilizzanti naturali gratuiti, copertura e protezione, cibo, de-compattamento, protezione dall’erosione e/o da animali e insetti indesiderati (talpe, cavolaie). In poche parole, una conferma che quanto stiamo facendo (o non facendo!) va bene, oppure che c’è ancora molto lavoro da svolgere, o che va cambiata direzione. Mi impegno volentieri per aiutare gli amici a riconoscere piante anche particolarmente difficili: mi aiuta a scoprire e ricordare specie che prima magari non conoscevo. Un esempio recentissimo è la Broussonetia Papirifera (Gelso della carta) che avevo visto già nel giardino di mia zia ma che si confonde benissimo col gelso e tutti chiamano gelso matto. E’ albero della stessa famiglia, ma non farà mai more: è stato introdotto in Europa a scopo decorativo. Un altro momento importante per me è imparare a riconoscere le erbe quando sono a stadio di seme o di piccola piantina, è un ottimo allenamento e aiuta tantissimo nella gestione dell’orto. Mentre riconosco con facilità le erbe ammetto di avere tanta strada da fare nel riconoscimento degli alberi e degli arbusti, ma anche qui mi sto allenando e lentamente sto ottenendo qualche risultato, non confondo più il frassino col sorbo.

Cosa consigliare a chi per la prima volta si avvicina al mondo delle spontanee?

Innanzitutto di “partire dalla porta di casa”, che si può intendere in vari modi, ma sostanzialmente significa radunare le conoscenze che si hanno già, e ampliarle cominciando dal nostro luogo di residenza. Sia in casa che appena fuori dalla porta. Chiedere ad amici più esperti, partecipare alla giornate di riconoscimento erbe, provare a rivedere qualche nozione elementare di botanica, con un minimo di conoscenze delle forme dei fiori che aiutano molto nell’individuazione della famiglia di appartenenza di una pianta. Creare un piccolo erbario con le nostre personali note e impressioni ci aiuta a ricordare. Provare ad assaggiare (insieme ad esperti, altrimenti si rischia l’avvelenamento) le erbe che talvolta ci crescono in giardino e che noi consideriamo erbacce, per esempio la portulaca (pianta della stagione primaverile/estiva), considerata invasiva e noiosa nell’orto, che è ricchissima di omega 3 e alla quale ai preparati in vendita han molto da invidiare. A me piace farne un pesto, usandola al posto del basilico. Fare gare di riconoscimento con gli amici e perché no, farsi anche quattro risate se uno confonde sempre la cicuta (mortale) con l’achillea (medicinale)…

Elena Parmiggiani, originaria di Reggio Emilia, da sempre amante della natura, si occupa di Permacultura, di Agricoltura Sinergica e di Città in Transizione. La sua formazione comprende anche Keyline, Food Forest, Insegnamento in Permacultura, Agricoltura Organica, biofertilizzanti, cromatografia. Ha conseguito il Diploma in Permacultura Applicata con l’Accademia Italiana di Permacultura nell’aprile 2012 e dal Luglio 2013 è ufficialmente docente di Agricoltura Sinergica per la Libera Scuola Emilia Hazelip.
Collabora con la Rivista ViviConsapevole e con la Fattoria dell’Autosufficienza sull’ Appennino Romagnolo.

Mille grazie, Elena, per il tuo lavoro quotidiano. Per tutte le informazioni che condividi e per l’umanità con cui porti avanti la tua missione. Ricordo a tutti che Elena è stata una delle prime voci a intavolare quel dialogo selvatico che è diventato ‘Erbe spontanee in tavola‘.

***

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E’ in libreria il nostro primo libro, Erbe spontanee in tavola! Interessata/o a una presentazione? Contattaci lasciando un commento qui sotto!

 

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Questa voce è stata scritta da neofrieda79 e pubblicata il febbraio 4, 2015 su 8:21 pm. È archiviata in Intervista a... con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “Intervista a… Elena Parmiggiani: tra ricordi e curiosità insaziabile

  1. Quando ho letto Scarpasòt e che l’Erbazzone non si fa con la pasta sfoglia, ma è quello antico di sole erbe… Ho capito che Elena fosse reggiana come me e che la sapesse lunga!
    Che meraviglia, non la conoscevo e ammiro moltissimo il suo percorso.. Ma quindi a Reggio esiste una “Libera Scuola Emilia Hazelip”!?
    Devo informarmi! Che bello imparare ogni giorno qualcosa di nuovo!
    Grazie Annalisa e Carla e Grazie Elena! ❤

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