Cucina Selvatica

Bibliografia selvatica e recensioni

Cari lettori selvatici, indovinate un po’ qual è la prima domanda che ci sentiamo sempre rivolgere..Sì, avete visto giusto!

Ci consigliate un buon testo..?’ E subito noi partiamo con una raffica di domande, per capire meglio le esigenze della nostra interlocutrice o del nostro interlocutore.

Vogliamo radunare in questa pagina, seguendo un ordine alfabetico basato sul cognome dell’autrice/autore, i nostri suggerimenti. Siamo felici di accogliere i vostri: lasciate i riferimenti bibligrafici, meglio ancora se accompagnati a una vostra recensione, scarna o chilometrica che sia, dei testi che avete incrociato. E’ sufficiente commentare qui sotto o scrivere ad annalisa PUNTO malerba AT gmail PUNTO com.
Chi non ha un sito o un blog in cui inserire la propria recensione, per poi trasmettercela come link, mi può inviare il testo completo via mail e sarà mia cura dedicarvi un articolo a parte.

Nel nostro ‘Erbe spontanee in tavola‘ la Bibliografia è stata decisamente compressa per esigenze di spazio e siamo felici di riportarvi integralmente il contenuto delle bozze di Neofrieda (nick di Annalisa Malerba), arricchendo via via.

Buona ricerca e buone letture!

***

Bibliografia e letture consigliate

A mia conoscenza, esistono tuttora due soli testi completamente vegan e dedicati alle erbe spontanee, quello di S. Boutenko e quello di S. Brill. Alcuni sono vegetariani, la maggior parte contemplano anche l’uso di carne e pesce. Sta a noi cogliere gli spunti e sperimentare gli accostamenti più felici, totalmente vegetali.

Botanica sistematica: un approccio filogenetico, Piccin, Padova 2007
Le basi per un approccio scientifico alla materia.

Cucinare con le erbe selvatiche, Giunti, Milano 2010
Raccolta tascabile di ricette con foto. Da esteti dei libri di cucina; preparazioni anche a base di carne e pesce.

Ecology of weeds and invasive plants : relationship to agriculture and natural resource management, Wiley-Interscience, Hoboken 2007.
L’altra faccia della medaglia: l’agricoltura. Per acquisire consapevolezza.

Guida pratica ai fiori spontanei in Italia, Selezione dal Reader’s Digest, Milano 1983
Purtroppo datato, è un testo splendido per chi inizia, poiché contiene un agile metodo per riconoscere le diverse specie. Schede divise per famiglia botanica e per piante morfologicamente affini.

Guida pratica agli alberi e agli arbusti in Italia, Selezione dal Reader’s Digest, Milano 1983
Vedi sopra.

Il Friuli Venezia Giulia in cucina. III – Erbe e fiori, FVG Spa, Trieste 2006
Libro di ricette regionali, presentate in ottica gourmet.

Segreti e virtù delle piante medicinali, Selezione dal Reader’s Digest, Milano 1980.
Testo datato, una ricca e schematica introduzione, disegni bellissimi delle specie trattate. Valore affettivo: è stato il mio primo approccio di bambina.

Un orto chiamato Friuli. 100 gustose ricette con erbe da cucina, Gruppo Botanico del Giardino dei Semplici – La Polse di Co^ugnes, s.l. 2012
Tascabile di ricette tradizionali, redatto dai curatori di questa bella realtà.

D. Aichele, Che fiore è?, Rizzoli, Milano 1987
Interessante per chi inizia, anche se vecchio ormai di venticinque anni.

M. Bissegger, H.-P. Siffert, La mia cucina con le piante selvatiche : riconoscere, raccogliere e cucinare le erbe spontanee, Casagrande, Bellinzona 2011
Uno dei miei testi preferiti: esperienze di vita vissuta, ricette semplici e gustose, splendide foto.

N. Blanche, Sauvagement bon : carnet d’un glaneur gourmand, Tétras Edizioni, Saint-bon 2010
Un punto di vista personalissimo che ci accompagna nella raccolta e nell’allestimento di piatti golosi.

S. Boutenko, Wild Edibles, North Atlantic Books, Berkeley 2013.
Unico testo  vegan-crudista, a mia conoscenza, sull’argomento. Nato da un’esperienza raw-on-the-road, contiene un’ampia e dettagliata parte generale sulla raccolta e uso delle erbe spontanee e una seconda sezione con semplici ricette. Numerosi smoothies e insalate, ma non solo.

C. Brickell, La grande enciclopedia delle piante e dei fiori da giardino, Club degli Editori, Milano 1990
Manuale perfetto per il neofita.

S. Brill, The wild vegan cookbook : a Forager’s culinary guide (in the field or in the supermarket) to preparing and savoring wild (and not so wild) natural foods, The Harvard Common Press, Boston 2010
Libro di sole ricette, divise in base alla stagionalità: più di 400 pagine senza foto. Per chi già si orienta nel riconoscimento; molte specie sono presenti anche in Italia.

S. Brill, E. Dean, Identifying and harvesting edible and medicinal plants in wild (and not so wild) places, Hearst Books, New York 1994.
Come recita il titolo, non è necessario vivere su un colle isolato per avere a disposizione un gustoso raccolto. Specie divise per stagione già in questo libro, come farà l’autore in quello citato sopra.

P. Cecconi, Belle e selvatiche: elogio delle spontanee, Chimienti, Taranto 2010
Un’appassionata rassegna delle erbe più comuni; capitoli agili e ricchi di storia, con ricette golose.

Centre Terre Vivante, Preserving food without freezing or canning : traditional techniques using salt, oil, sugar, alcohol, vinegar, drying, cold storage, and lactic fermentation, Chelsea Green Pub., White River Junction 2007
Testo scritto a più voci, comprende anche conserve a base di erbe spontanee.

J.A. Cocannouer, Weeds, guardians of the soil, Devin-Adair, New York, 1950.
Testo di sorprendente attualità, passa in rassegna il significato delle erbe spontanee sotto il profilo dell’ecologia e della nutrizione.

D. Ciccarese, Cucinare le piante selvatiche, Ponte alle Grazie, Milano 2011.
Uno dei testi migliori in italiano: schede di diverse specie trattate con tono appassionato e colloquiale, ricette facilmente eseguibili.

R. Chieji Gamacchio, Piante selvatiche : come riconoscerle, raccoglierle e usarle in cucina, Giunti Demetra, Milano 2006
Testo accattivante, contiene numerosi spunti e un’attenzione particolare al momento della raccolta: valutare bene se si tratta di pianta più o meno prolifica, per stabilire la quantità da portare con sé.

E. Clauser, Le erbe dei nostri campi : riconoscere e cucinare le erbe di campo, Saturnia, Trento 2010.
Tratta le specie più comuni, declinandole in ricette quotidiane.

F. Corbetta, 99 modeste, umili, saporosissime erbe spontanee mangerecce, EdAgricole, Bologna 1991
Testo sintetico, offre numerosi spunti.

F. Couplan, M. Veyrat, Dégustez les plantes sauvages : Promenades en pleine nature et recettes gastronomiques de Marc Veyrat, Sang de la Terre, Parigi 2007
L’incontro di due punti di vista: da un lato lo scienziato, dall’altro lo chef. Per chi ama una cucina volta a stupire.

F. Couplan, Guide nutritionnel des plantes sauvages et cultivés, Delachaux et Niestlé, Lonay 1998
Indispensabile per chi è interessato all’aspetto nutrizionale non solo della flora spontanea, ma anche degli ortaggi. Riserva molte sorprese!

F. Couplan, Les bonnes mauvaises herbes: les reconnai^tre, les cuisiner, les déguster, Nature et Progrès Belgique, s.l. 2001
Ottimo testo di fitoalimurgia, scritto da uno dei massimi esperti contemporanei.

F. Couplan, Hommes et plantes : rencontres et partages, Sang de la Terre, Parigi 2011
Riflessioni che spaziano in ogni ambito dell’attività umana e indicazioni pratiche da un’ autorità nel campo.

D.G. Crosby, The poisoned weed : plants toxic to skin, Oxford University Press, New York 2004.
La tossicità cutanea è un fenomeno diffuso quanto sottovalutato. Testo importante e dettagliato.

A. Danelutto, Piante alimentari. Legge Regionale 23.04.2007, n.9, Gruppo Botanico del Giardino dei Semplici La Polse di Co^ugnes, s.l., 2009
La normativa regionale del Friuli Venezia-Giulia e alcune schede di piante comuni anche in altre regioni.

M.T. Della Beffa, Fiori di campo : conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di fiori selvatici più note, Istituto Geografico De Agostini, Novara 1999
Agile testo da consultazione, utile per il neofita.

T.S. Elias, P.A. Dykeman, Edible wild plants: a North American field guide, Sterling Pub. Co., New York 1990.
Di questo testo colpiscono il carattere pratico e il rigore, ma anche l’accento posto sul rispetto che deve guidare il raccoglitore. Interessante sezione di etnobotanica dedicata agli Indiani d’America.

C.L. Evans, The war on weeds in the Prairie West : an environmental history, University of Calgary Press, Calgary 2002.
Dal felice connubio alla guerra spietata: uomini e malerbe, dal ‘500 inglese alla colonizzazione del Nord America. La storia ci insegna e giustifica il presente.

N. Gift, A weed by any other name, Beacon Press, Boston 2009.
Racconti di vita e di verde informale, divisi per stagioni.

J. Kallas, Edible wild plants: wild foods from dirt to plate, Gibbs Smith, Layton 2010
La fitoalimurgia come filosofia e come scienza della nutrizione. Schede raggruppate secondo il gusto delle specie in questione.

D.R. Kirk, Wild edible plants of the Western United States, including also most of southwestern Canada and northwestern Mexico, Naturegraph Publishers, Healdsburg 1970
Vecchio di quarant’anni, ha schede divise per regione e immagini in bianco e nero. Offre numerosissimi e curiosi spunti per specie presenti anche da noi.

F. Morreale, Piante spontanee alimentari in Sicilia, Natura Sicula, Siracusa 2010.
Schede di varie specie, alcune caratteristiche, con ricette raccolte dagli abitanti dell’isola.

A. e Z. Lancellotti, Con erbe, frutti e fiori, Bibliotheca culinaria, Lodi 2010.
Ricette con foto, compresi piatti a base di carne e pesce. Per esteti della cucina e della grafica.

E. Lazzarini, I colori degli aromi, Calderini, Bologna 1997.
Ricette semplici e salutari

E. Lazzarini, I frutti selvatici, Hoepli, Milano 2008
Schede sintetiche, capaci di offrire numerosi spunti, ciascuna correlata da una fotografia. Comprende anche frutti tossici e velenosi.

E. Lazzarini, Le erbe selvatiche, Hoepli, Milano 2008
Schede sintetiche, capaci di offrire numerosi spunti, ciascuna correlata da una fotografia. Comprende anche erbe tossiche e velenose.

E. Lazzarini, Le piante medicinali. Erbe spontanee e coltivate dell’Emilia Romagna, Regione Emilia-Romagna, Bologna 1992
Le piante officinali descritte anche sotto il profilo fitoalimurgico; tavole in bianco e nero.

G. Lefrançois, Plantes sauvages à l’usage des randonneurs : Identifier, se nourrir, soigner, Rando Editions, Ibos 2008
A dispetto del titolo contiene da un lato elementi pratici e ottime esemplificazioni, dall’altro ricette che necessitano un minimo di elaborazione e attrezzatura.

G. Lefrançois, V. Malherbe, Les plantes sauvages d’Emilie, Rando Editions, Ibos 2010
Un unicum nel suo genere, dedicato a bambini e adolescenti che vogliano scoprire gli innumerevoli usi delle piante spontanee.

L.Louis, L’Appel gourmand de la forêt, La Plage, Barcellona 2011
Splendide foto e veste grafica raffinata per un testo composto da schede sintetiche e da sfiziose ricette vegetariane.

R. Luciano, C. Gatti, Erbe spontanee commestibili, Araba Fenice, Cuneo 2008
Introduzione generale, schede con foto e sezione di ricette.

R. Mabey, Weeds: How Vagabond Plants Gatecrashed Civilisation and Changed the Way We Think About Nature, Profile Books Ltd, Londra 2010
Tradotto in italiano sotto il titolo ‘Elogio delle erbacce’, è un inno d’amore e di gioia rivolto a queste meravigliose creature. A metà tra il rigore scientifico e la poesia, Mabey ci introduce al tema e sceglie alcune essenze da descrivere nel dettaglio.

O.D.Medsger, Edible wild plants, Macmillan Co, New York, 1947
Schede divise secondo l’uso culinario delle specie in questione. Otto disegni a inchiostro e diciannove foto.

C. Michieli, Piante spontanee in cucina : come riconoscere, raccogliere e utilizzare a scopo alimentare le erbe selvatiche più comuni, AAM Terra Nuova, Firenze 2007
Organizzato a schede, ognuna arricchita da un disegno in bianco e nero e completata da tre ricette. Non ci sono foto. Poster allegato.

R.E.L. Naylor, Weed management handbook, British Crop Protection Council, Omega Park 2002.
Il punto di vista agronomico, in un testo ben fatto che esplora l’ecologia delle piante accompagnatrici, la storia degli erbicidi e le alternative. Interessante anche per capire in che contesto viviamo, sia per quanto riguarda gli input dell’agricoltura sia quelli inerenti la cura del verde pubblico.

R. Pignatti, Flora d’Italia, EdAgricole, Bologna 2002
Indispensabile per lo specialista e per chi vuole studiare nel dettaglio la botanica, pur da autodidatta. Contiene disegni dettagliati in bianco in nero delle specie e delle loro parti e le chiavi identificative. Linguaggio specialistico, richiede già un minimo di dimistichezza.

J. Readman, C. Aubert, Ces herbes qu’on dit mauvaises, Terre Vivante, Parigi 1993
Gli autori ribaltano il punto di vista più diffuso, che assimila le erbe spontanee a nemici da combattere, e mostrano i loro molteplici significati: ce le presentano nelle vesti di piante indicatrici, di azotofissatrici, di rifugio per la fauna, di presidi medicinali e di gustoso cibo.

Rete bioregionale italiana, Selvatico e coltivato. Storie di vita bioregionale. Stampa alternativa / Nuovi Equilibri, Viterbo 2003.
Non parla nel dettaglio di erbe spontanee, ma è un testo filosofico-pratico imprescindibile per chi vuole divenire raccoglitore.

P. Robbins, Lawn people : how grasses, weeds, and chemicals make us who we are, Temple University Press, Philadelphia 2007
I prati urbani e suburbani e la lotta al selvatico con mezzi chimici. Il senso e le ricadute, in una digressione pratico-filosofica.

T. Schauer, C. Caspari, Guida all’identificazione delle piante, Zanichelli, Bologna 1987
Ormai datato ma semplice e schematico.

G. Simonetti, M. Watschinger, Guida al riconoscimento delle erbe di campi e prati, Mondadori, Milano 1988
Testo vecchio di venticinque anni ma molto agile, utile a chi inizia.

P. Testoni, Flora spontanea protetta, Regione Emilia Romagna, Bologna 1978.
Brevi schede accompagnate dal disegno della pianta in fiore. Per la normativa consiglio sempre di far riferimento alle più aggiornate norme regionali!

E. Tiveron, Il quaderno dei frutti spontanei, Kellerman, Vittorio Veneto 2009.
A dispetto del titolo presenta soprattutto ricette a base di erbe. Grafica raffinata e accattivante: mima un quadernetto scritto e disegnato a mano.

P. Viggiani, R. Angelini, Dicotiledoni spontanee e infestanti, Bayer, Milano 2002.
Sicuramente nasce come strumento di lotta, ma per chi vuole allenarsi a riconoscere le piante nei vari stadi fenologici è il miglior testo italiano che posso consigliare: contiene foto dettagliate dal seme al frutto.

P. Viggiani, R. Angelini, Graminacee spontanee e infestanti, Bayer cropscience, Milano 2005.
Vedi sopra.

A. Winkler, P. Sarcletti, Proteggere gli animali nel nostro giardino : creare spazi per salvare la natura, EdAgricole, Bologna 1997
Interessante digressione sulle piante spontanee come habitat.

M.C.Zuin, Piante alimurgiche del Veneto, Veneto Agricoltura, Crocetta del Montello, 2010
Piccolo manuale liberamente scaricabile all’indirizzo http://www.venetoagricoltura.org/upload/pubblicazioni/Completo%20x%20web.pdf ; tono a metà tra lo scientifico e il divulgativo.

 

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5 pensieri su “Bibliografia selvatica e recensioni

  1. Io ho recensito Wild vegan cookbook, già segnalato nel vostro elenco 🙂
    http://cottoalvapore.com/2013/11/21/giovedi-del-libro-di-cucina-the-wild-vegan-cookbook/
    e recentemente ho letto un altro libro a tema, ma non ricordo il titolo 😛 ah che memoria! Indagherò 😉

  2. neofrieda79 in ha detto:

    Uh, non avevo messo il link! Grazie cara! Devo anche sistemare le recensioni già fatte da me e Daria 🙂 Piano piano!

  3. Pingback: Il bilancio 2014 e le nuove avventure per il 2015 | Cucina Selvatica

  4. Ma tu li hai tutti? Quello di Boutenko ce l’ho, anzi di lui ho praticamente tutto…:-) Poi ne ho altri, ma mi piacerebbe avere alcuni di questi, grazie! Il problema più grande però secondo me è il riconoscimento e tutto ciò che vi sta intorno: cosa raccogliere, ossia che parti della pianta, il periodo o i periodi eccetera

  5. neofrieda79 in ha detto:

    Ciao Linda! Senz’altro la chiave è identificare con sicurezza, per questo abbiamo proposto una bibliografia e una webografia il più ampie possibile e le teniamo costantemente aggiornate, anche grazie al contributo degli utenti. A parte i testi oggetti di una o due recensioni mandate da qualcun altro, li ho tutti. Non sarebbe stato serio, altrimenti, inserirli in bibliografia 🙂 o almeno la vivo così.

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